Pusillanime

  P

/pu-sil-là-ni-me/

Aggettivo e sostantivo maschile e femminile

SIGNIFICATO: nel linguaggio comune il termine pusillanime sta ad indicare un comportamento vile, meschino, privo di volontà di un individuo. Può essere un sostantivo maschile o femminile e un aggettivo. 
In ambito filosofico, questo termine venne utilizzato da Aristotele ne l’Etica Nicomachea, descrivendo i pusillanimi come “insufficienti uditori de la morale filosofica” (IV), o ancora li descrisse come bestie, anzichè uomini, in quanto lontani dalla ragione.
Inoltre, nella nostra letteratura italiana, i pusillanimi sono presenti nella Divina Commedia dantesca: in particolare, i pusillanimi sono identificati come ignavi, inetti, che hanno vissuto senza fama o lode, non avendo preso alcun partito. Essi sono collocati nel Vestibolo, l’Anticamera, in quanto non degni dell’Inferno.

SINONIMI di pusillanime: timido, meschino, vile, codardo, vigliacco, miserabile.

Dal latino tardo: pusillanimis, ovvero composto di pusillus, “piccolino, timido, da nulla, meschino”, e animus, ossia “piccolo d’animo”. 

ESEMPI PRATICI di frasi con la parola pusillanime: 

La collega di Marco è stata davvero meschina. Mi chiedo come faccia a collaborare con una simile pusillanime.

Il proprietario dell’albergo era proprio vile, che pusillanime

Dovrebbe smetterla di comportarsi in modo così miserabile… che pusillanime!