Ossimoro

  O

/os-si-mo-ro/ 

Sostantivo maschile 

SIGNIFICATO: Nel linguaggio filosofico, rappresenta una ricorrente figura retorica, che è caratterizzata dall’accostamento di due termini di senso o significato contrario ed antitetici allo scopo di ottenere un apparente ed inverosimile paradosso. Considerata l’etimologia del termine, anche lo stesso vocabolo ossimoro è a sua volta un ossimoro. 
È molto usato anche nel linguaggio comune, dove due concetti contrari si accostano reciprocamente per dar vita ad una locuzione di significato proprio.
Come ogni altra figura retorica, anche l’ossimoro rappresenta una peculiare espressione letteraria molto utilizzata in letteratura, dato che inserisce un particolare effetto all’interno della frase in cui viene utilizzato, dove è presente solitamente sia una netta deviazione dal linguaggio comune che un incredibile ed interessante contrasto. Non esiste un vero e proprio sinonimo di questo termine.

Dal greco: oxymoron, ossia composto da oxis, che vuol dire acuto, e moros, che significa ottuso.

ESEMPI PRATICI di frasi in cui viene utilizzato l’ossimoro:

Nella stanza delle riunioni era presente un silenzio eloquente.

Ieri sera, Luca mi è sembrato proprio un morto vivente.

Al fine di affrontare al meglio la crisi di governo, i due principali partiti politici hanno dovuto adottare delle convergenze parallele su parecchi punti di interesse nazionale.

La salsa di quella pietanza mi è sembrata alquanto agrodolce