Omofobia

  O

/o·mo·fo·bì·a/

Sostantivo femminile

Etimologicamente, la parola deriva da omo (omosessuale) + phobia (paura), e fu oniata nel 1971 da George Weinberg.

SIGNIFICATO: L’omofobia è la cultura che ha prodotto paura o pregiudizio contro gli omosessuali, che a volte si manifesta in restrizioni legali o, in casi estremi, sotto forma di bullismo o persino violenza.
Il termine omofobia fu coniato alla fine degli anni ’60 e fu usato in modo prominente da George Weinberg, psicologo clinico americano, nel suo libro Society and the Healthy Homosexual (1972). Sebbene la fobia del suffisso indichi generalmente una paura irrazionale, nel caso dell’omofobia la parola si riferisce invece a una disposizione attitudinale che va dalla lieve antipatia all’orrore delle persone che sono attratte sessualmente o romanticamente da individui dello stesso sesso. L’omofobia è una risposta culturalmente condizionata dall’omosessualità e dagli atteggiamenti nei confronti degli omosessuali, che variano ampiamente tra le culture e nel tempo.

Per comprendere il più ampio impatto culturale dell’omofobia, è necessaria la consapevolezza del consenso generale della società sulla natura dell’omosessualità. Nelle culture occidentali, alla fine del XIX secolo, alcuni psicologi iniziarono a considerare l’omosessualità più che un comportamento temporaneo, comprendendo che era immutabile. Poiché l’industrializzazione ha portato la migrazione dalle aree rurali a quelle urbane, la maggiore densità di persone nelle città ha permesso agli individui attratti dallo stesso sesso di organizzarsi (inizialmente sotto il mantello dell’anonimato), il che alla fine ha portato a una maggiore visibilità e allo studio scientifico dell’omosessualità.

Il termine “omosessualità” fu usato per la prima volta nel 1868 e la ricerca di Richard von Krafft-Ebing, due decenni dopo in Psychopathia Sexualis, descrisse l’omosessualità come un desiderio sessuale fisso. Nel 1905 Sigmund Freud ha reso popolare l’idea erronea che l’omosessualità fosse il prodotto dell’educazione di un bambino.