Nichilismo

  N

/ni·chi·lì·ṣmo/

Sostantivo maschile

Dal latino: nihil, “nulla”.

SIGNIFICATO. Il termine nichilismo si riferisce ad una dottrina contraddistinta dalla negazione della realtà e dei suoi valori cardine. Di origine latina, il sostantivo nichilismo fu impiegato per la prima volta da Jacobi con lo scopo di evidenziare le contraddizioni della filosofia di Kant e, successivamente, di Fichte.

In ambito filosofico, si fa generalmente richiamo alle teorie di Nietzsche. La maggiore critica era rivolta alle teorie kantiane, nel loro tentativo di dare una spiegazione razionale all’esistente, e alla inevitabile decadenza della cultura occidentale. 

Da un punto di vista storico, si parla di nichilismo russo, che descrive le credenze e le dottrine di alcuni intellettuali piccolo- borghesi russi a metà Ottocento. Nasce come pensiero di critica sociale, divenendo poi la maggiore espressione politica dei gruppi anarchici. 

A livello colloquiale, si indica l’atteggiamento arrendevole e negativo manifestato nei confronti di alcuni valori di una determinata epoca storica. Tale pensiero si connota per uno spiccato pessimismo di fondo, che spesso viene fatto comunemente coincidere con un atteggiamento cinico. Più in generale, ci si riferisce alla condizione umana nell’epoca contemporanea, legato da una sensazione di svuotamento dovuta all’assenza di punti fermi di riferimento.

SINONIMI di nichilismo: nullismo, pessimismo, scetticismo.

ESEMPI PRATICI di frasi con la parola nichilismo:

Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco, è considerato il principale esponente del nichilismo.

Il nichilismo russo sfociò presto in movimenti anarchici e insurrezionalisti.

Si parla molto di nichilismo e di perdita dei valori, facendo spesso riferimento al comportamento rinunciatario delle nuove generazioni.