Esecrabile

  E

/e·ṣe·crà·bi·le/

Aggettivo

SIGNIFICATO. Degno di essere biasimato e vituperato, che provoca disgusto e orrore.

Dal latino: execrare che letteralmente vuol dire togliere il sacro; la parola infatti risulta composta dal suffisso ex, cioè togliere e sacer, ossia sacro. 

L’origine della parola permette anche di arrivare in maniera semplice al suo significato che vuol dire privare una persona o una cosa del suo carattere sacro. Nel linguaggio comune, il termine è oggi associato a una persona o ad un oggetto che si distingue per possedere delle qualità riprorevoli e condannabili e che comporta quindi che sia la persona o l’oggetto possano comportare ad altre persone orrore e disgusto.
La parola è una diretta conseguenza del verbo esecrare che non vuol dire rendere più piccoli o insignificanti, ma condannare una persona ad una pena maggiore rappresentata dal fatto di perdere quella sua caratteristica di sacralità, ricevendo quasi una sorta di maledizione. Ciò significa effettuare un gesto solenne in modo da mettere da parte, esiliare una persona affinché il suo comportamento non provochi più disgusto e disapprovazione, togliendola in tal modo sia dall’errore che dall’orrore.