Cultore

  C

/cul·tó·re/

Dal latino: cultor -oris, deriv. di colĕre ‘coltivare’.

Il termine cultore trova la sua origine nell’antica Roma, dove tanti individui più o meno noti erano cultori di diverse materie, ovvero appassionati ed esperti di discipline differenti, come ad esempio la storia, la poesia, la filosofia, la musica. 

Quindi, è un cultore chi si dedica anima e corpo a una scienza, a un’arte, a una tecnica, senza un fine professionale, ma la coltiva nel tempo per pura passione.

È cultore di una materia chi, pur non avendo i titoli accademici per insegnare all’università, viene invitato durante una lezione a raccontare la sua esperienza davanti a una platea di studenti in quanto esperto di un tema, oppure chi viene invitato ad un convegno per un intervento pubblico poiché profondo conoscitore di un determinato argomento. 

In un’accezione più letterale, il termine cultore può anche assumere il significato di ‘allevatore, coltivatore‘ ed in questo caso utlizzato in parole composte nella versione -coltore, come ad esempio funghicoltore, apicoltore, viticoltore.