Abiura

  A

/a-biù-ra/

SIGNIFICATO. Rinuncia, ritrattazione.

Dal latino: ab iurare (rinnegare un giuramento).

La parola, di origine latina, veniva usata già in età romana per definire la rinuncia all’adesione ad una determinata ideologia, possiamo citare come esempio, l’abiuratio chiesta con una solenne dichiarazione, contro il Cristianesimo, a tanti martiri che non aderirono.
Nella storia è rimasto celebre l’atto di abiura cui venne obbligato Galileo Galilei dal tribunale della Santa Inquisizione, contro la sua teoria dell’eliocentrismo.
L’utilizzo della abiura però non ha unicamente un significato di carattere religioso, visto che venne largamente impiegata anche in politica. Nella seconda metà del ‘500, le sette provincie dei Paesi Bassi dovettero firmare un’atto di abiura in cui dichiaravano di cessare il riconoscimento della sovranità della Spagna, in nome della nascita della Repubblica delle Sette Provincie Unite.
Nella storia più recente, durante la seconda guerra mondiale, i nazisti ricattarono i Testimoni di Geova confinati nei lager, dandogli l’opportunità di salvarsi sottoscrivendo un atto di abiura contro il proprio credo religioso.
Al giorno d’oggi vige fortunatamente, in linea generale, la salvaguardia di ogni pensiero, convinzione, o credo religioso, che deve rimanere libero, ma l’abiura, di cui si parla più che altro in ambito politico, mantiene una connotazione negativa, significando un’esplicita e voluta rinuncia alle proprie idee, in virtù di qualche genere di interesse o tornaconto.